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Kairós: un nuovo modo di vivere la diversità
§Kairós: un nuovo modo di vivere la diversità

Officine micrò ha incontrato Erasmo Gastaldello, socio Lions Club di Marostica, ideatore e promotore del progetto Kairós , un’originale iniziativa per affrontare il tema della diversità nelle scuole.

Che cos’è il progetto Kairós? Quando e come nasce?

Kairós nasce nel 2009 dalla volontà di alcuni soci Lions di proporre alle scuole un’integrazione al contrario. Partendo da un’idea ben precisa, secondo la quale ogni persona ha un ruolo importante in questo mondo, a prescindere dalla condizione in cui si trova, abbiamo ideato un manuale didattico con l’obiettivo di migliorare l’integrazione scolastica e, quindi, anche sociale delle persone con handicap o disabilità.

E’ nato così uno strumento originale, snello, semplice che permette ai cosiddetti normodotati di avvicinarsi al mondo della disabilità. Un nuovo modo di viverla. Grazie al prezioso contributo di un team di insegnanti “illuminati”, abbiamo studiato una serie di attività educative per le varie discipline. Si tratta di un approccio ludico, coinvolgente, che prevede molte prove pratiche: da una lezione di matematica coi tappi alle orecchie alle letture di testi in lingua inglese con gli occhi bendati, ecc… La finalità è quella di stravolgere le dinamiche usuali per calarci nell’”altra” realtà, quella del disabile.

Qual è stata la prima reazione delle scuole?

La direzione rimane sempre un po’ stupita dalla “formula magica” che proponiamo: zero costi, nessuna ora aggiuntiva, nessuna figura esterna al corpo docenti. Una volta sperimentato sul campo, il progetto viene accolto con grande entusiasmo e le perplessità iniziali spariscono. In origine Kairós è stato pensato per le Scuole Secondarie di I Grado, ma considerato l’interesse dimostrato da alcuni insegnanti delle Scuole Primarie abbiamo ideato degli strumenti ad hoc anche per loro, come questo libretto dal titolo “Alla ricerca di Abilian”.

Di cosa si tratta?

 Il libro racconta le avventure di un panda che, rimasto orfano e abbandonato dal regno delle tigri, perché goffo e lento, vuole raggiungere Abilian, un luogo fantastico dove non esistono differenze. Durante il suo viaggio incontrerà simpatici animali che lo aiuteranno a superare le difficoltà. Sarà un pipistrello a guidarlo di notte. Sulla spiaggia una tartaruga lenta come lui diventerà molto abile nell’acqua. Imparerà da uno scoiattolo l’arte del mettere da parte. Infine un gufo gli farà scoprire che Abilian non è altro che il luogo del cuore. Una storia che aiuta a scoprire la ricchezza che può esserci nella diversità.

Quali sono le reazioni dei ragazzi a questo percorso e come si pongono nei confronti della disabilità?

Per i bambini dell’asilo i loro compagni sono i loro compagni e basta. Non hanno pregiudizi sul colore della pelle, sulla religione, sul fatto che uno cammini o non cammini, che ci veda o non ci veda… “L’inquinamento” arriva all’età adulta. Certo, a volte nel corso delle lezioni emergono anche timore e disagio, ma è segno che qualcosa in loro si è acceso. E’ evidente che possiamo credere nei ragazzi, hanno molto da dare e sono capaci di riflessioni incredibili.

E’ stato più difficile l’approccio con i ragazzi delle scuole superiori?

La difficoltà sta nel saper catturare l’attenzione dei ragazzi. Per questo cerchiamo di portare il messaggio in modo più dinamico, utilizzando strumenti che già esistono, come il cortometraggio “Stella” di Salvatores, oppure attraverso approfondimenti scientifici, come l’esperimento "Disco Labirinto" in "Zerovolume", un videoclip sperimentale per persone sorde che ha coinvolto i Subsonica e i Bluvertigo.

Com’è percepito il progetto dalle famiglie che hanno figli o familiari con disabilità?

Per loro è una bella scommessa. Alcuni vedono concretizzarsi un sogno nel quale forse non credevano più. E’ importante che i genitori si riapproprino dell’orgoglio per i loro figli, al di là della condizione in cui si trovano. Mi è capitato di vedere delle famiglie gettare la spugna… ecco, questo non dovrebbe succedere. E’ stato interessante anche vedere le reazioni delle famiglie di normodotati che quasi mai si relazionano con quelle con disabilità, perchè non conoscono, hanno paura… Quante volte capita di incontrare un disabile in carrozzina e distogliere lo sguardo oppure rivolgersi al suo accompagnatore anziché all’interessato. E invece tutti abbiamo bisogno di essere trattati alla pari.

Come riuscite a farvi conoscere?

Principalmente attraverso il passaparola e il sito, dove si possono scaricare liberamente tutti i materiali del progetto. Il nostro obiettivo è quello di creare una rete di connessioni. Per esempio una scuola di Napoli ha scoperto e aderito a Kairós, nonostante la distanza. Il messaggio che diamo alle scuole è ‘noi ci siamo, sfruttateci più che potete’… Siamo un gruppo microscopico che si dà tanto da fare e riesce  a gestire molto da dietro le quinte. Anche i Leo (i giovani ragazzi dei Lions) ci aiutano a promuovere questa iniziativa, che ha visto aumentare notevolmente il numero di scuole coinvolte: dalle prime 3 del 2009 siamo arrivati a circa 80! Si sono innamorati del progetto e lo hanno eletto come loro tema di studio nazionale e quindi si stanno muovendo in tutta Italia per interpretarlo secondo la loro ottica e vediamo cosa uscirà di nuovo!

E’ ammirevole l’entusiasmo e l’impegno che mettete in tutte le vostre iniziative…

Credo sia facile dire ‘tanto non frega niente a nessuno’ e starsene seduti. Poi invece provi e scopri che non è così, che questi temi toccano tante persone e c’è molta disponibilità nell’affrontarli… Quando ci chiedono ‘ma di che disabilità vi occupate?’ io rispondo ‘in realtà di nessuna’. A noi piace “accendere delle lampadine” nei cosiddetti normodotati. Pur facendo tutt’altro nella vita, ci lanciamo e portiamo il nostro messaggio, e speriamo che piaccia!

A noi è piaciuto di sicuro, tanto il messaggio quanto il suo ambasciatore. Vi consigliamo vivamente la visita al sito http://www.lions-kairos.it, dove potrete scoprire da dove nasce il nome dell’associazione e le tante iniziative in atto, i contributi, le testimonianze. Spunti su cui riflettere un po’, che non fa mai male… Redazione officine micrò

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