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Alessandro Zaltron, cronista dell’amore
8 marzo 2012
8 marzo 2012§Alessandro Zaltron, cronista dell’amore

E’ in libreria l’ultima fatica letteraria di Alessandro Zaltron, Manuale per i(n)felici amanti (2012, zero91). Officine micrò - redazione sensibile all’argomento - ha colto l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con l’amico scrittore bassanese e parlare degli “eterni dilemmi dell’amore”…

 

Raccontaci com’è nato questo libro, a chi/cosa ti sei ispirato per scriverlo e quanto c’è di autobiografico fra le righe...

L'idea di questo libro è nata dal dolore fortissimo legato a un amore finito. Vivevo in quella situazione disperata che sembra non avere via d'uscita e cercavo di autocurarmi il cuore. Ho scoperto allora che non esistevano libri per superare il mal d'amore, mentre ce n'erano moltissimi su “come farlo impazzire a letto” o “le dieci mosse per conquistarla”. Insomma, nessuno si occupava di chi ha il cuore infranto. Ho così cominciato a scrivere ciò che provavo e come tentavo di superare il languore, per condividere l'esperienza ed essere di sollievo ad altri. Ho poi aggiunto la parte sul come sopravvivere in coppia, per completare la circolarità delle storie d'amore, che cominciano finiscono si trasformano.

 

C’è un commento o una critica al libro che ti ha colpito o emozionato?

Gli apprezzamenti più belli sono quelli di chi mi chiede: ma come hai fatto a capire esattamente cosa pensavo e come mi sentivo in quel momento? È la garanzia che è un libro vero e l'autobiografia di una intera generazione di amanti, felici o infelici che siano.

 

Ti definiscono uno scrittore di movimenti amorosi. Perché parlare di un argomento così delicato e complesso come l’amore? Ti senti sufficientemente ferrato in materia?

Questa è una bellissima definizione coniata per me da Camilla Baresani, scrittrice che ammiro e persona squisita. Credo si riferisca al fatto che nei miei libri e racconti, al centro c'è sempre l'amore, inteso non come situazione statica ma come continuo divenire, motore di azione. Su ciò mi sento estremamente ferrato, poiché racconto con sincerità e ironia l'amore che provo e che vedo negli altri. L’amore è il tema dei temi. Come è stato detto, tutte le storie sono storie d’amore.

 

Quando hai capito che avresti fatto lo scrittore? Cosa significa per te scrivere?

A dieci anni ho cominciato a vincere dei concorsi letterari per ragazzi e ho scoperto che scrivendo una bella poesia, una dedica toccante o un tema delicato ottenevo delle mance dai miei nonni. Forse lì ho percepito che scrivere poteva diventare una professione remunerata, un mestiere da sviluppare tutta la vita. Il mio impegno è quello di esprimere e divulgare concetti e situazioni in forma sempre più netta, chirurgica. La scrittura è il sistema migliore che conosco per comunicare in maniera precisa.

 

Qual è il momento più prolifico della giornata per impugnare la penna (o il computer)?

Il mio metodo di scrittura procede per illuminazioni successive. Annoto a penna frasi, pensieri, abbozzi di trame a ogni ora del giorno e della notte, ho foglietti ovunque, taccuini pieni di parole e un registratore in auto con cui incido delle intuizioni prima che svaniscano. Questi frammenti diventano riflessioni sistematiche mentre li riformulo al computer. Quando ho un certo numero di spunti su un tema, comincio a ragionare sull'idea di un libro e a costruirne la struttura. Il lavoro di scrittura è faticosissimo e frustrante. Per un libro che esce, tre abortiscono.

 

Per chi scrivi? Hai in mente o nel cuore un lettore ideale?

Ho smesso di chiedermi chi leggerà i miei testi perché sono talmente esigente che nulla vede la luce se prima non ne sono completamente soddisfatto io. Il “Manuale per i(n)felici amanti” è rimasto in gestazione dieci anni e il nuovo romanzo “¡Viva maria!” sette... Sono certo però che il 90% dei miei lettori sono donne, le uniche persone che leggono con assiduità e che ragionano sui sentimenti in modo strutturato.

 

Che caratteristiche deve avere un libro per avere successo oggi?

Se esistesse una formula sicura e ripetibile, i grandi editori la clonerebbero. Per fortuna non c'è, così possono emergere gli outsider, quelli che non hanno santi nel paradiso degli editor. L'idea che mi sono fatto è che il testo deve essere “onesto” altrimenti non attecchisce, e questo spiega ad esempio il successo di Fabio Volo. Inoltre deve far scattare il passaparola, ormai i lettori si muovono prevalentemente sulla base di consigli fidati.

 

Qual è il ruolo sociale dello scrittore in questo momento storico?

Credo sia quello di raccontare il nostro tempo senza sconti, senza censurarsi, usando la parola non per farsi vento ma come uno scalpello a levare il superfluo.

 

Quali sono i tuoi progetti lavorativi per il futuro e il tuo sogno nel cassetto?

Oltre al Manuale, è appena uscita la biografia romanzata del più grande coltivatore europeo di marijuana e nei prossimi mesi sarò impegnato nella promozione di entrambi i libri. A ridosso dell'estate sarà pubblicato un altro mio libro, una guida “intelligente” all'uso delle crociere, per aspiranti croceristi. Sto poi già lavorando alla strenna amorosa per il prossimo San Valentino. Il mio in realtà non è un sogno ma un progetto, e cioè costruire nel tempo una piccola biblioteca di testi che affrontino i temi amorosi da molteplici sfaccettature.

 

Ti piacerebbe che il tuo libro diventasse un film? Se sì, a quale regista ti vorresti affidare?

Il sogno di chiunque scrive è che vengano tratti dei film dai suoi libri, anche solo perché... questo significa guadagnare molto di più che dalla vendita dei libri! Per il Manuale vedrei una mano ironica come quella di Virzì. Anche se, fra i registi, colui che ha parlato più efficacemente d'amore è senza dubbio Woody Allen.

 

Oggi è l’8 marzo. Da attento osservatore dell’universo femminile, cosa consigli come regalo per la festa della donna? Oltre al tuo libro?

Le donne, in genere, apprezzano un piccolo gesto e anche le più disincantate si commuovono dinanzi a dei fiori donati. Il regalo che credo apprezzino maggiormente è però quello di sentirsi dedicare del tempo denso di attenzione e uno sguardo (una volta tanto) amoroso. Magari accompagnato da qualche amorisma, gli aforismi d'amore che pubblico quotidianamente sulla pagina FB Alessandro Zaltron – Cronache Sentimentali... 

 

 Foto di Tatiana Zaghet)))) 

 

 

Alessandro Zaltron cuori
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