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Aperitivo Leone, un successo senza confini
22 febbraio 2012
22 febbraio 2012§Aperitivo Leone, un successo senza confini

Il Caffè Danieli a Bassano del Grappa il 22 febbraio festeggia i 50 anni di gestione da parte della famiglia Miotti. Protagonista indiscusso dell’evento sarà l’aperitivo LEONE. Il locale ha mosso i suoi primi passi divenendo via via celebre nella città del Ponte Vecchio grazie anche alla costante presenza del drink. Per conoscere le origini e la successiva evoluzione che caratterizzano il tipico aperitivo bassanese, Officine micrò ha intervistato Edoardo Miotti.

Aperitivo: dal latino “aperire” ovvero aprire, iniziare. Sin dall’antichità vi era usanza, tra i popoli, di far precedere la cena da una bevanda aromatica, più o meno alcolica, che servisse a stuzzicare l’appetito.

Durante la prima metà del Novecento diverse bottiglie iniziarono a diffondersi e a troneggiare sugli scaffali dei bar: dal Negroni al Campari, dall’Americano al Rossini; tutti marchi che avrebbero fatto in seguito la storia dell’Aperitivo. Rimaneva tuttavia ben radicata la consuetudine, tra i piccoli locali di provincia, di offrire ai propri avventori una bevanda di creazione propria, che prendeva tipicamente il nome di “aperitivo della casa”.

«Fedele alla tradizione anche mio nonno - ci racconta Edoardo Miotti - nei primi anni '50, probabilmente in seguito ad una sbronza (ride ndr), realizzò un drink che portava il suo stesso nome, Leone, e che veniva consumato dapprima nell’omonimo bar in discesa Ferracina e qualche tempo dopo nel più famoso Caffè Danieli, preso in gestione dalla mia famiglia, unica depositaria della segretissima ricettaL'appuntamento del 22 febbraio sarà un'occasione per ripercorrere questi storici momenti in un clima di festa».

Per circa mezzo secolo il LEONE viene prodotto solo a livello casalingo. E’ del 2008 l’idea di Achille Miotti, supportato dalla moglie Susanna e dai figli Leone ed Edoardo, di rendere questo prodotto di nicchia commerciabile anche al di fuori delle mura bassanesi. A tal proposito la bevanda viene leggermente modificata: i 26 gradi alcolici originari - che facevano del drink un superalcolico - sono ridotti a 20. Ecco allora che il LEONE si presenta più leggero e beverino, pronto a farsi apprezzare anche dai delicati palati femminili.

L’adattamento verso un sapore più moderno ha fatto sentire la necessità di dare nuova veste ed identità al logo del LEONE:

«L’idea era quella di apporre sopra alla scritta LEONE delle tacchette che fungessero da misurino, come si usa nelle tecniche di American Bar dove l’etichetta deve essere sempre rivolta verso il cliente in modo tale che possa rendersi conto della quantità di prodotto consumato. L’impossibilità di estendere il logo fino al collo della bottiglia ci ha comunque indotti a mantenere il concetto iniziale. Con l’aiuto di un grafico abbiamo appuntito e ridotto le dimensioni delle tacchette creando, involontariamente, quasi un gioco di immaginazione: c’è chi ci vede un pettine, chi una scaletta, chi i denti o la corona del leone».

Arricchite da un design più giovane e innovativo, le bottiglie bassanesi conoscono ben presto una diffusione su tutto il Nord Italia in particolare nella zona di Milano - città dell’aperitivo per antonomasia; nonché all’estero in Olanda, Scozia e Danimarca. Tutto ciò grazie alla massiccia sponsorizzazione dell’alcolico, che prevede delle serate organizzate a tema LEONE, arricchite dalla presenza di gadget di qualità (occhiali e t-shirt) offerti al cliente con l’obiettivo di lasciare un ricordo concreto a coloro che partecipano all’evento.

Come ha rivelato lo stesso Edoardo: «Il punto di forza della bevanda sta nella sua facilità di miscelazione con altri drink. Il LEONE SOUR, GINGER ALE, TONIC e MOJITO, POMPELMO ROSA sono combinazioni differenti che permettono di far risaltare ulteriormente la qualità del prodotto».

Per la prima volta, nel febbraio 2012, l’aperitivo ha partecipato a Tecno&Food di Padova - salone professionale per alberghi e ristoranti, ottenendo vasti consensi: «Abbiamo creato uno stand caratterizzato dai tipici colori del drink ed ulteriormente valorizzato dalla foto di un surfista sulla spiaggia, pronto a sorseggiare il suo LEONE: sole, libertà, spensieratezza questo è il LEONE!».

Da “bevanda da osteria”“bevanda di tendenza” l’aperitivo bassanese prosegue il suo cammino di diffusione senza tuttavia mai dimenticare la tradizione  ed il passato, meritevoli di aver dato al LEONE la giusta dose di ricercatezza e gusto. Erika Vialetto - Officine micrò

 

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