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La tata più famosa d'Italia a Bassano del Grappa
20 gennaio 2012
20 gennaio 2012§La tata più famosa d'Italia a Bassano del Grappa

Lucia Rizzimeglio nota al grande pubblico come “Tata Lucia”, è stata ospite il 20 gennaio alla libreria Palazzo Roberti. Officine micrò non se la poteva perdere e – nonostante la calura della sala conferenze – ha apprezzato molto l’incontro.

La stanza è gremita: molte donne (mamme ma non solo), molti bambini e alcuni papà armati di cellulare per memorizzare e registrare le perle di saggezza  della tata più famosa dello stivale. I genitori guardano a questa donna come il deus ex machina in grado di trasformare, con semplici regole, dolcezza e fermezza, le proprie piccole belve chiassose e iperattive in docili agnellini.

D’altronde Tata Lucia non è un semplice “prodotto” televisivo, parla con piena cognizione di causa: diplomata al liceo magistrale negli Stati Uniti, è un’esperta di Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ovvero la sindrome da deficit di attenzione ed è ricercatrice al Child Development Center dell’Università della California.

Dal 2005, all'età di 63 anni, viene chiamata a partecipare al programma SOS Tata, (versione italiana del format di successo americano Nanny 911), in onda su LA7 e su Fox Life dal 2005. Il programma, giunto alla settima edizione, pone alle tate che vi partecipano una difficile missione: trasformare - in una settimana - dei piccoli scalmanati  in bimbi obbedienti e al tempo stesso aiutare i genitori stressati a diventare inflessibili davanti ai capricci dei figli.

I libri di Lucia Rizzi, che hanno superato già le 300.000 copie vendute, sono piccoli vademecum per madri e padri in difficoltà e toccano le varie tematiche legate all’educazione e alla crescita: Fate i bravi! (2008), Fate i compiti!  (2009), Fate i bravi! (0-3 anni), (2009), Fate i bravi! (10-15 anni) (2010), Spegnete la tv! (1-15 anni) (2011) tutti editi da Rizzoli.

Quando la tata entra nella sala di Palazzo Roberti, accolta da un caloroso applauso, colpisce il contrasto fra il sobrio abbigliamento in stile “Signora Rottermaier” e gli UGG che sfoggia ai piedi, gli stivali che spopolano fra le giovani fashioniste.

L’outfit rispecchia in qualche modo ciò che emerge dall’incontro:  Tata Lucia parla di valori, “imprinting familiare”, disciplinaconcetti che sembrano essere andati perduti – e li cala nel tempo in cui viviamo, fatto di contraddizioni, pericoli, difficoltà economiche e “rumore” tecnologico.

La prima parte della conferenza è dedicata alla presentazione dell’ultimo libro Fate Famiglia! (Rizzoli Editore, 2011). Rispetto alla precedente bibliografia, l’attenzione è spostata a monte, sulla coppia, e sugli indizi che aiutano a capire se questa è davvero pronta per mettere su famiglia, per formareuna squadra che corre per vincere”, una “piccola società che lavora per un bene comune”.

L’incontro prosegue e Tata Lucia spazia su molti temi interessanti, portando esempi ed esperienze personali. Fra il pubblico, molti annuiscono, pochi dissentono, altri sono evidentemente preoccupati (l’espressione del volto tradisce chiaramente il pensiero ‘oddio sono un genitore terribile!’).

La parte finale dell’appuntamento, dedicata alle domande, riserva anche un momento di polemica che Tata Lucia risolve con diplomatica calma. I suoi sono suggerimenti che nascono dall’esperienza, dallo studio e dal buonsenso; i genitori sono poi liberi di agire come credono nell’educazione dei propri figli.

E mentre a fine conferenza i grandi discutono e sgomitano per farsi firmare il libro dall’ospite, i più piccoli giocano in gruppetti per terra in silenzio. D’altro canto, come ci svela Tata Lucia strizzando l’occhio, il titolo dei suoi libri “Fate i bravi”, è rivolto ai genitori, mica ai bambini… Alberta Giusto

 

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