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Mario Biondi sold out a Londra. E noi c’eravamo!
03 febbraio 2012
03 febbraio 2012§Mario Biondi sold out a Londra. E noi c’eravamo!

Il tempio del jazz europeo, fondato a Londra nel 1959 da Ronnie Scott, ha ospitato ininterrottamente, fin dalla sua apertura, nomi di spicco della scena jazz internazionale. Dall'1 al 4 febbraio 2012 Mario Biondi è stato protagonista di ben 6 live, tutti sold out; il tour proseguirà poi in Italia, con una serie di date attesissime. Quale migliore occasione se non questa per assistere a uno dei concerti più acclamati della stagione 2012 volando direttamente nel locale di Soho?

Immenso. Ecco cosa pensi di fronte a Mario Biondi. E non tanto per la sua altezza, notevole nonostante il mio traballante tacco 12 acquistato appositamente per l'occasione. E nemmeno per l'indiscutibile presenza scenica che emerge dominante nella luce fioca e soffusa da tipico jazz club.

Inglesi, spagnoli, francesi, italiani… tutti in coda da Ronnie Scott's per ascoltare una delle voci più potenti e sensuali del nostro tempo. C’è chi ha acquistato il biglietto alcuni mesi prima (come me), c'è chi ha lasciato i figli alla baby-sitter, c'è chi ha preso un aereo per vederlo dal vivo (sempre come me…), e c'è anche chi ha speso una fortuna per un biglietto dell’ultimo minuto, acquistato attraverso canali 'alternativi'.

Accompagnato da Giovanni Amato alla tromba, Daniele Scannapieco al sax, Beppe di Benedetto al trombone, Claudio Filippini al piano, Tommaso Scannapieco al basso e Lorenzo Tucci alla batteria, Mario Biondi ha proposto i brani più celebri del suo repertorio, come 'This Is What You Are', 'Love Dreamer', 'Never Die', 'Bom de Boer', senza tralasciare alcune cover di cui è stato magistrale interprete. Uno straordinario timbro vocale, una voce calda e profonda, una performance mozzafiato che ha messo in risalto anche la disinvoltura e l’ironia del cantante che ha dialogato con un pubblico in visibilio e plaudente. C'è stato anche tempo per un'estemporanea con la jazzista lombarda Samantha Iorio, che ha cantato 'Free' di Deniece Williams.

Ennesima sorpresa della serata è stata la presenza, tra il pubblico, di un defilato Bluey Maunick, componente degli Incognito, gruppo con cui lo stesso Biondi ha già collaborato in passato (assieme a Chaka Khan) per il brano 'Lowdown', e con cui si è intrattenuto tra un bicchiere di vino rosso e una canzone.

Una performance maestosa che ti fa scordare quel paio d'ore d'attesa al gelo, fuori dal locale per avere i posti migliori; che ti fa sorvolare sul male ai piedi che da tempo hanno abbandonato le scarpe sotto al tavolo. Si è fatto tardi, il tempo è volato e il concerto è, purtroppo, finito.

E' ora di risalire sui tacchi e andare. E di ricordare che la musica è cibo per l'anima. Giulia Crestani - Officine micrò

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